Cristo risale nelle stalle,
è disceso dalla mia pelle
calpestando le acque
dei nostri umori.
“Crepa” dice
“e ritorna a correre.
Non vedrai mai più
le stelle cadere.”
Cristo lascia la sua grotta
e non tornerà a abitarci
un’altra volta
neanche il prossimo Natale.
Torneranno il freddo e il gelo,
tornerà la brina
Non ci sarà più una casa
né saliva.
Cristo è in ginocchio
sul mio Golgota di Venere.
Ha lasciato la sua croce
dentro me.
Mi scomunica, mi bestemmia,
senza spargere sudore.
Io gli dico “Eri un Dio.”
E lui “Palle. Sono un uomo.”