La tua barba
l’ho recisa
e riposta in un sacchetto
con i petali appassiti
le spade, gli scudi
ed il nostro fazzoletto
Non ci serviranno più,
così al suo posto
ho messo
un capello bianco.
Ho strappato mesi dal calendario
messe a crescere le nostre spine coi boccioli
Non combatteremo un’altra volta
niente più lutti per noi, niente caduti.
Fiori di loto, la nostra ultima cena
bruciamo il tuo talamo tarlato
battendo ali d’angelo spazziamo le macerie
della casa padronale
Gettiamo via i libri contabili
Annulliamo il tuo viaggio organizzato
Voglio partire domani
o adesso
niente ritorno, solo andata
Scriviamo “Caro diario”
con le dita intrecciate
senza notare che giorno è
o dove siamo
senza guardare la data di scadenza
senza aspettarci mai i titoli di coda
Voglio uscire dal braccio della morte
Ingoiare il mio fiele
e imboccarti miele
cantarti ninna nanna tra le bombe
Voglio essere doppia
Lascia che veda altri capelli bianchi
e lascia che ti mostri i miei
Lascia che l’acqua torni limpida nel lago
dopo l’uragano
e vedrò in fondo
e non saremo orfani
o io e te
saremo noi.