Sei pronto?
Sono pronto.
Cominciamo?
Sì, cominciamo.
La regola è: che io comando, e tu obbedisci.
Va bene.
Però non devi obbedire volentieri.
Come sarebbe? A me piace.
Sì, ma devi fare come se non ti piacesse. Tipo protestare, rifiutarti.
Questo non mi va.
Io poi ti punisco.
Puoi punirmi anche subito.
No.
Mi prendi in giro?
Devi fare come dico io.
No.
Vedi che disobbedisci?
Ma ti sto obbedendo!
Dovevi disobbedire.
E non lo faccio?
Non devi disobbedirmi per obbedirmi.
E che cosa devo fare, scusa?
Devi disobbedirmi per disobbedirmi.
E quindi?
E quindi la regola è: che io comando, e tu disobbedisci, in modo che io ti possa costringere all’obbedienza.
Hai cambiato la regola.
Sì.
Eh, non vale.
Sì che vale. Io comando.
Non era questo il gioco.
Il gioco era che io comando: e io comando.
Non mi va.
Dovrò costringerti, se continui così.
Ecco, bene. Mi punisci?
Hai rovinato tutto!
Scusa.
Sei veramente cattivo!
Mi dispiace.
Non so che cosa farmene del tuo dispiacere.
Sono desolato.
Ti dovrò punire davvero.
Finalmente.
Come finalmente?
Era quello che volevo. Che mi punissi.
Ma non era quello che volevo io.
Non volevi costringermi a obbedire?
Ma non volevo che tu ne fossi contento.
Ok. Non sarò contento.
E che farai?
Niente. Aspetterò che il gioco finisca.
E quando finirà?
Che ne so io. Sei tu che comandi.
Ah già.
…
Che fai? Stai zitto?
…
Hey.
…
Hey.
Sto aspettando che mi comandi qualcosa.
Mi sembra giusto. Anzi, non mi sembra affatto giusto.
Perché?
Perché dovresti opporti, ribellarti.
Ma non mi hai ancora chiesto niente.
Appunto. Protesta, no?
Ok: è possibile che non mi abbia ancora chiesto niente? Che razza di capo sei?
Così però fai quello che ti dico di fare io.
Certo che non ti va mai bene niente.
No, sono il capo.
Giusto. Hai ragione.
Non puoi dirmi che ho ragione!
Va bene, va bene. Hai torto. Quindi?
Quindi comando io.
Sì, ma cosa mi comandi?
Di comandare.
Senti tesoro. La prossima volta facciamo uno scambio di coppia. O un’orgia, come tutti quanti. Perché il sadomaso proprio non ci viene bene.